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lunedì 21 settembre 2015

LA MUSICA DEGLI ANNI 90



Ciao a tutti,
Oggi vorrei risalire nel passato e parlare di un'era che si è svolta negli anni '90.
All' epoca, ero ancora studente, e facevo parte di un club degli amanti della musica pop/rock/electro. Il principio di questo club era molto semplice: ogni settimana, gli  organizzatori del club portavano la cd-teca nella nostra caffetteria, e dopo qualche discussione a proposito di tale CD o tale gruppo, potevo prendere in prestito diversi CD. Certamente, la scelta della musica era un pò elitaria, e non ero d'accordo sempre con gli altri, ma poichè i generi proposti erano molto vari, ho potuto scoprire molti gruppi e CD che mi erano piaciuti molto.
In particolare, ho scoperto il sotto genere della "Brit-pop" con gruppi conosciuti come Oasis o Blur, ma anche altri gruppi meno famosi come i Supergrass, Pulp e degli altri gruppi. A quell' epoca, quando amavi la Brit pop, bisognava scegliere il proprio campo: Oasis contro Blur.  I produttori, le riviste e le trasmissioni avevano costruito la stessa rivalità tra i due  gruppi, proprio come i Beatles e i Rolling Stones prima: Oasis era il gruppo dei giovani delle classi popolari, che non rispettavano niente. E Blur era il gruppo delle classi superiori, perchè venivano da Londra. In realtà, certamente, questa rivalità era inventata, e questi gruppi non erano veramente come li si descriveva. Per quanto mi riguarda, sono sempre stato un tifoso dei Blur. Non potevo sopportare i fratelli Gallagher, e la loro sotto-copia dei Beatles. Pensavo che i Blur facessero una musica più varia, e anche che non fossero irritanti ! Ma il gruppo che ho sempre preferito, anche oggi, sono i Pulp. Questo gruppo era diverso dagli altri: erano più vecchi, avevano fatto qualche album senza successo. Il loro leader (Jarvis Cocker) è un uomo alto e magro, non particolarmente bello, con una voce grave. Erano originari di Sheffield, una città industriale del Nord. Quasi tutte le parole delle canzoni contengono dell' auto-disprezzo, e parlano della gente semplice, con tenerezza e umorismo. E la musica è veramente diversa e con uno stile particolare. Recentemente, ho visto un documentario al cinema su Pulp e il loro ultimo concerto a Sheffield, qualche anno dopo l'apice del loro successo. Il titolo è un buon riassunto: "Pulp, un film sulla vita, la morte, e i supermercati".

giovedì 18 giugno 2015

REALITY



Sono d'accordo con l'autore dell'articolo su MasterChef a proposito dei candidati che piangono sempre durante la trasmissione. Non ho visto MasterChef Italia ma ho guardato un pò la versione francese: tutti i candidati ripetevano che questo programma poteva cambiare la loro vita, e spesso scoppiavano in lacrime, quando erano eliminati (o anche quando avevano vinto), o semplicemente quando qualcosa non andava bene.  Non so se i candidati italiani piangano meno o più dei candidati francesi, ma in ogni caso, non la penso come l'autore dell' articolo, quando fa il suo paragone grottesco, fra i candidati e i resistenti torturati dalle SS, durante la seconda guerra mondiale, che non avevano pianto una lacrima.
La colpa non è della vita molto più facile, o del fatto che queste persone siano meno brave di prima. Non è possibile paragonare queste due epoche.
Invece, penso che questi candidati siano stato scelti perchè sono proprio molto emotivi, espansivi e sicuramente un pò creduloni, se pensano che la loro vità stia per cambiare, grazie a questa trasmissione. E la pressione, l'isolamento, ma anche il montaggio, fanno tutto il resto.

È la stessa cosa per gli altri reality show, come Koh Lanta per esempio.
Ogni anno, c'è lo stesso tipo di personaggio, selezionato dalla produzione.
Bisogna avere, se possibile, qualcuno che abbia imparato a nuotare recentemente per avere prove di nuoto spettacolari, diverse persone che vogliano comandare tutti gli altri, altre che abbiano bisogno di dire assolutamente tutto ciò che pensano, e infine, qualcuno che non  possa lasciare la propria famiglia per un giorno, senza scoppiare in lacrime. E il montaggio è fatto per accentuare queste caratteristiche.
Alla fine, queste trasmissioni non rappresentano delle persone vere. Solo l'illusione del potere della televisione è vera.

domenica 1 marzo 2015

VIAGGIO IN COREA



Carissimi,
Il mio viaggio in Corea è cominciato molto bene, perche sono stato surclassato in "business class" da Air France, per la prima volta nella mia vita. Ho avuto molta fortuna perchè ho mangiato foie gras, ho bevuto Champagne, e ho potuto dormire non troppo male, su una sedia che si trasformava in un letto.

Durante il viaggio, ho guardato "Saint Laurent", il film di Bertrand Bonnello. La vita di Yves Saint Laurent è affascinante, l'attore (Gaspard Ulliel) bravissimo, ma tutta la storia del film manca un pò di ritmo e di continuità. È probabilmente una scelta del regista, ma sono rimasto un pò deluso
Posso riassumere il seguito del mio viaggio con una parola: lavorare. Lavoro tutta la giornata, spesso ceno alla mensa poi lavoro ancora. 
I Coreani lavorano anche il sabato (e forse la domenica), ma poiché non hanno potuto preparare una cosa per me, perchè hanno avuto altre priorità, non ho dovuto lavorare oggi. "Ouf" in francese
Questo pomeriggio, sono andato nel centro di Seoul e ho visitato un pò qualche bel luogo.
Ogni volta che prendo il mio doppio espresso, rido a causa della parola "caffucino" che è scritta su un muro.
Posso ordinare anche del gelato italiano nello stesso negozio, c'è anche una foto della piazza di Spagna e di Audrey Hepburn per le "vacanze romane", dunque è vero gelato italiano, ovviamente.
 
Ma fa troppo freddo per me, per mangiare un gelato
Tuttavia non posso parlare italiano con le giovani ragazze bariste, sono Coreane e non parlano neanche Inglese. Ma, in realtà, dico che sono giovani, ma forse hanno trent’ anni o anche di più ! Per esempio, avevo pensato che un impiegato Coreano avesse venticinque anni, ma ho saputo che ne ha quarantuno !
Purtroppo non posso scattare foto dalla Samsung. È vietato severamente  , e anche le guardie aggiungono degli autoadesivi speciali sulla macchina fotografica del telefono cellulare.

lunedì 15 dicembre 2014

L'ALSAZIA




Ciao a tutti,

In questo articolo, voglio parlare della mia regione natale, l'Alsazia, ma proverò a far si che non somigli ad un opuscolo noioso dell'ufficio del turismo. Per coloro che non la conoscono, l'Alsazia è una piccola regione della Francia, situata completamente a est, vicino alla Germania.
Come tutti saprete certamente, l'Alsazia è passata molte volte dalla Germania alla Francia e viceversa, per esempio durante le ultime guerre, ma anche prima: è stata tedesca dopo la sconfitta della Francia nel 1871, fino al 1919, dopo la prima guerra mondiale. Durante la seconda guerra mondiale, è stata annessa dalla Germania tra il 1940 e il 1944, poi è ritornata francese.
Forse in conseguenza a questi conflitti, l'Alsazia ha un'identità culturale molto forte, e prova a preservare le sue tradizioni. In particolare, molta gente parla ancora un dialetto, che somiglia al tedesco, ma con una pronuncia e una grammatica differente. L'Alsazia ha anche diverse leggi e regole locali, ereditate dal periodo tedesco: alcuni giorni festivi in più, una sicurezza sociale un po' differente, dei corsi di religione obbligatori fino alla terza, e i preti hanno un salario per esempio.
Per i "francesi dell'interno" :-), l'Alsazia è una regione un pò strana, ma bella e rinomata per la sua gastronomia ed i suoi vini bianchi. Gli altri Francesi non riescono spesso a pronunciare o anche a leggere i nomi e le città alsaziane: baeckeoffe, spätzle, flammekueche per il cibo, Niederschaeffolsheim, Breuschwickersheim, o Illkirch-Graffenstaden (la mia città!).
In inverno, i mercati di Natale (Christkindelsmärik) sono diventati molto popolari ed attirano molti turisti. Che ne dite di andarci?
A presto